Waterlily and gold, Miami Beach 2011, opera di Arianna Caroli, www.ariannacaroli.com
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Ci sono delle cose che io ho scelto semplicemente perché sapevo che era giusto.
In un certo senso sono riuscito a scovare la bellezza dove gli altri non la vedevano o, meglio, non la vedevano ancora, per una specie di cecità. Ma la bellezza è dappertutto e da nessuna parte.
Franco Maria Ricci, Ephèmère, La bellezza inevitabile, 2017, documentario
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Risoluzione consensuale e pacifica dei conflitti
Il termine conflitto evoca un fenomeno negativo e patologico, di lotta, scontro, del vissuto di emozioni negative come paura, rabbia, risentimento e vendetta, per questo spesso lo si affronta con diverse modalità: evitandolo o scontrandosi in modo avversariale e competitivo. Ma in realtà il termine conflitto, che deriva dalla lingua latina, cumfligere significa non solo urtare o battere insieme, ma anche l’incontro con qualcuno, quindi l’esistenza di una relazione umana e la crisi di questa relazione.
E allora il conflitto, come emerge dagli studi sociali, è considerato un fenomeno fisiologico nelle relazioni umane, dove predomina l’elemento della mancata comunicazione: due persone sono in conflitto perché la loro comunicazione si è interrotta o si è deteriorata, una parte coinvolta nel conflitto ascolta solo sé stessa e non vede l’altro.
In realtà nelle persone c’è una predisposizione umana a cercare una connessione con l’altro, a trovare risorse per ricreare la relazione interrotta. Il conflitto può essere un importante strumento, se gestito bene, di trasformazione delle relazioni e quindi in qualche modo è costruttivo e positivo.
Credo che la mediazione, la negoziazione e la pratica collaborativa siano modi per umanizzare i conflitti, in quanto il cliente è considerato come una “persona”, mantiene il suo potere decisionale nella gestione del proprio conflitto e ha l’occasione di trasformare il conflitto da evento negativo a una occasione di cambiamento e di crescita.
Risoluzione consensuale e pacifica dei conflitti: i perché di questo nome
Mi piace definire il mio lavoro come una “risoluzione consensuale e pacifica dei conflitti” per questi motivi:
Risoluzione
Perché è un termine che fa riferimento alla soluzione di un problema e quindi a un effetto positivo
Consensuale
Perché la risoluzione si fonda su un atto di volontà delle parti, un accordo appunto condiviso e frutto di una scelta consapevole, piuttosto che una decisione imposta da un terzo come nel caso di un giudice in un processo
Pacifica
Perché nella mia visione la gestione di un conflitto, nel rispetto degli interessi, valori e principi delle persone, porta a una trasformazione nelle relazioni e quindi a una pacificazione tra le persone e all’interno della collettività
Servizi
Mi occupo di tutti gli strumenti alternativi al giudizio volti a risolvere le controversie (ADR, Alternative Dispute Resolution), diretti alla soluzione dei conflitti senza andare davanti a un tribunale, come la Mediazione, la Negoziazione e la Pratica Collaborativa. In particolare opero in veste di avvocato negoziatore, avvocato in mediazione, mediatrice civile e commerciale, avvocato collaborativo.
I vantaggi di questo approccio
Mediazione, Negoziazione e Pratica Collaborativa sono più efficaci rispetto al giudizio perché consentono alle persone di trovare soluzioni in meno tempo, a costi ridotti, e con maggiore soddisfazione, perché salvaguardano la relazione tra le parti in conflitto e l’immagine di un professionista o di un’azienda.
Costi
Il costo dei servizi, che è concordato preventivamente, può essere a tariffa oraria o a forfait, parametrato al valore della questione e in base alle tariffe professionali per l’attività stragiudiziale (DM n. 55/2014).
Come contattarmi
Per saperne di più posso essere contattata via email o telefonicamente per fissare un appuntamento in studio.