Come si possono costruire relazioni professionali efficaci che durino nel tempo?
Con l’arte del dialogo.
Sono sempre stata attratta dall’etimologia delle parole, che nascondono al loro interno la vastità del significato. Un interesse che ho coltivato grazie allo studio delle materie classiche al liceo, poi proseguito nel tempo in modo autonomo. Il mio intento iniziale era di studiare lettere antiche all’università, una passione poi non coltivata per formarmi in giurisprudenza, materia più pratica e a contatto con il mondo reale. Seppure mi sono occupata di diritto ho sempre tentato nelle mie ricerche di capire cosa ci fosse dietro il significato delle parole indicate in una norma di legge, quale fosse l’interpretazione nel codice civile attuale, in quello previgente e nel diritto romano e questo andare a ritroso nel tempo mi liberava da interpretazioni tramandate dagli interpreti, e mi portava a scoprire “nuovi” significati della regola di diritto attualmente applicata.
Il dialogo è una parola suggestiva. Come le immagini di quadri che manifestano un aspetto, ma rimandano a qualcosa di più nascosto.
Diàlogo deriva dal latino dialŏgus e dal greco διάλογος, per cui si intende un discorso, un colloquio fra due o più persone (Vocabolario online, Treccani).
La parola greca διάλογος (dialogos), è composta da dià (“attraverso”) e logos (“discorso” o “parola”). Significa quindi “discorso tra” o “ragionare attraverso”, indicando uno scambio di idee e ragionamenti che avviene tra due o più persone.
Se letteralmente significa un “discorso che attraversa” o “passa attraverso”, tale parola allude al fatto che la comprensione e il significato di un discorso derivano dalla comunicazione tra più persone.
Se questo percorso è alterato da una cattiva o omessa comunicazione si crea un disaccordo (scontro sui contenuti) o un conflitto (scontro tra contenuti e deterioramento della relazione).
Dialogare è un’arte, intendo nel senso di riuscire a conversare bene, in modo costruttivo, nel rispetto reciproco. Comporta uno scambio reciproco, e non un monologo.
Questo non è scontato, né automatico, anzi. Nella nostra realtà complessa e frenetica siamo troppo concentrati a ascoltare noi stessi e non gli altri, raramente siamo in grado di stare in silenzio nell’ascolto, troppo intenti a fare più cose insieme, o semplicemente a seguire il filo del nostro ragionamento.
Il dialogo relazionale è una risorsa preziosa sia per i privati che per le organizzazioni che sono costituite da persone.
Quali bisogni soddisfa nelle organizzazioni?
- evita incomprensioni tra colleghi o tra risorse di diverso livello
- fornisce chiarezza nell’assunzione di decisioni
- rivela quali sono i reali interessi, desideri, bisogni e valori delle persone coinvolte nel dialogo
- consente di costruire relazioni sostenibili che durino nel tempo
A volte occorre la presenza di un professionista, con competenze umane e relazionali, che aiuti e sostenga le persone o le organizzazioni, quando vi è un disaccordo, a dialogare in modo costruttivo, può essere un avvocato negoziatore, che assiste il suo cliente con competenze ulteriori rispetto a quelle tecnico-giuridiche, oppure un terzo neutrale e imparziale come il mediatore o il facilitatore della comunicazione; in entrambi i casi sono professionisti nella gestione dei conflitti e lo scopo del loro intervento è di sostenere il cliente o le parti perché abbiano un conversazione diversa, costruttiva.
Il professionista della relazione aiuta le persone in disaccordo e in conflitto a creare una distanza tra ciò che le parti si dicono l’un l’altra, a creare uno specchio di quello che si dice e viene riportato all’altro e viceversa.